«LUCERNE TOOLBOX 3»: Una bussola digitale per il tumore al seno

Un team internazionale sotto la guida del Prof. Peter Dubsky presenta una toolbox che illustra come in futuro l’intelligenza artificiale può aiutare nel riconoscere e trattare meglio il tumore al seno.

Redazione Hirslanden

19. Maggio 2026

Un operatore sanitario sta utilizzando un apparecchio per mammografia su una donna in camice medico e la sta preparando per un esame al seno. Un monitor nelle vicinanze mostra le immagini mammografiche.
Hier kommt die neue «Lucerne Toolbox 3» ins Spiel, eine Art digitaler Kompass für die Brustkrebsbehandlung. (Symbolbild: Adobe Stock)

Il tumore al seno rimane il tipo di tumore più diffuso tra le donne in tutto il mondo, e in Svizzera colpisce ogni anno quasi 7000 donne. La diagnosi precoce e le terapie moderne hanno migliorato i tassi di sopravvivenza, ma l'ulteriore progresso dipende da una nuova sfida: il corretto impiego dell'intelligenza artificiale nell'assistenza quotidiana.

Qui entra in gioco la nuova «Lucerne Toolbox 3», una sorta di bussola digitale per il trattamento del tumore al seno. Essa è stata sviluppata da un consorzio internazionale composto da 112 esperti e offre un percorso d'azione compatto e basato su dati scientifici su come la tecnologia digitale e l'intelligenza artificiale possano migliorare concretamente i risultati per le pazienti.

La Toolbox 3 è stata pubblicata nella rinomata rivista specializzata «The Lancet Oncology» e individua 15 questioni di ricerca urgenti alle quali occorre dare una risposta per far passare l'IA dalla fase di prototipo alla fase pratica. «Riflettiamo sul tumore al seno dalla diagnosi alla terapia, fino all'assistenza post-trattamento, cercando di sviluppare strumenti utili per ogni ostacolo che si presenta nel percorso della paziente», afferma il fondatore della Toolbox, Prof. Peter Dubsky, il quale, in qualità di direttore del centro di senologia della clinica Hirslanden St. Anna, tratta quotidianamente tumori al seno ed è attivo come professore titolare di scienze mediche cliniche presso la Facoltà di Scienze della Salute e Medicina dell'Università di Lucerna. «La Toolbox è come una bussola digitale per il tumore al seno, in cui ogni approccio rappresenta un orientamento, ed è concepito per trasformare l'entusiasmo suscitato dall'intelligenza artificiale in una realtà concreta per la ricerca sul cancro al seno.»

Il progetto forse più importante contenuto nel Toolbox 3 è l'idea di prevedere la remissione completa del tumore con tale precisione che, in futuro, alcune pazienti non avranno più bisogno di un intervento chirurgico. L'idea che, in casi eccezionali, possa essere sufficiente una biopsia assistita dall'intelligenza artificiale, rendendo superfluo l'intervento chirurgico, dimostra in modo particolarmente evidente quanto possano essere significativi i potenziali benefici dei metodi digitali e quanto sia necessario valutare con attenzione questi approcci.

Competenza clinica per il mondo digitale 

Mentre la nuove tecnologie digitali promettono una trasformazione del sistema sanitario, una mancanza di conoscenza specifiche concrete sul loro impiego continua a limitare la sua integrazione sicura nella prassi clinica. «La tecnologia digitale deriva dagli informatici, ma abbiamo bisogno di esperti clinici e pazienti che ci indichino dove e come utilizzare l'intelligenza artificiale», sostiene il Dr. André Pfob della Clinica ginecologica dell'Ospedale universitario di Heidelberg e della clinica St. Elisabeth di Heidelberg, che svolge attività di ricerca nel campo dell'informatica medica e del cancro al seno presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Heidelberg. «Il nostro slogan è quindi sempre stato: non chiederti cosa l’IA possa fare per te, ma chiediti cosa tu possa fare per l’IA.» 

La bussola si concentra quindi, in una prima fase, su quattro aree principali: diagnosi precoce e più accurata, trattamenti più precisi e meno invasivi, supporto alle terapie personalizzate e promozione dell’autogestione responsabile attraverso le tecnologie digitali.

Ostacoli sul percorso che porta all’assistenza digitale 

Il percorso verso l'integrazione dell'IA nel trattamento del tumore al seno non è privo di ostacoli. Il rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità, le misure di tutela etica e l'alfabetizzazione digitale rimangono ostacoli fondamentali. Gli algoritmi devono essere trasparenti, equi e rigorosamente convalidati per evitare un aumento delle disuguaglianze sanitarie.

Tuttavia, come reso evidente da «Lucerne Toolbox 3», la tecnologia da sola non può rivoluzionare il sistema sanitario. L'orientamento degli obiettivi di ricerca alle esigenze dei pazienti e dei medici indica all'IA la via da seguire per ottenere progressi trasformativi lungo l'intero percorso terapeutico. L'attuazione di queste raccomandazioni può migliorare gli esiti clinici dei pazienti, aumentare l'efficienza dell'assistenza sanitaria e definire nuovi standard per l'integrazione delle tecnologie sanitarie digitali in oncologia. «Non si tratta di sostituire i medici con algoritmi», afferma Dubsky, «ma di sviluppare le prove scientifiche che rendono l'IA un partner sicuro e affidabile nella cura dei pazienti». 

«Lucerne Toolbox 3» è quindi esattamente quello che serve: una guida pragmatica, una bussola per la medicina digitale del seno, pronta a trasformare le promesse basate sui dati in progressi tangibili per le pazienti.

Ulteriori informazioni 

Podcast: "The Lancet Oncology in conversation with" Dr Andre Pfob (Department of Obstetrics & Gynecology, Heidelberg University Hospital) and Prof Peter Dubsky 

Sul consorzio Lucerne Toolbox 

Il consorzio Lucerne Toolbox è un network multidisciplinare di esperti leader nel trattamento del tumore al seno, tra i quali chirurghi, radiologi, oncologi, patologi, ginecologi nonché rappresentanti di pazienti da 27 nazioni. Il network è stato fondato nel 2019 da Peter Dubsky (direttore del centro di senologia Hirslanden clinica St. Anna e professore titolare di scienze cliniche-mediche presso la facoltà di scienze mediche e di medicina dell’università di Lucerna). L'obiettivo è quello di sviluppare fasi terapeutiche chiare e ben documentate per l'intero percorso di cura e di dare nuovi importanti impulsi alla ricerca, dalla prevenzione all'assistenza post-terapeutica e alla qualità della vita. Grazie alla stretta collaborazione tra diverse discipline, si ottiene così una visione globale dell'assistenza, in cui al centro non vi sono le singole discipline, bensì il beneficio per la paziente.

Le prime due edizioni della Lucerne Toolbox si sono concentrate su situazioni cliniche ben definite. La «Lucerne Toolbox 1» ha definito raccomandazioni per la terapia conservativa del seno dopo 

la chemioterapia, mentre la «Lucerne Toolbox 2» ha elaborato linee guida concrete per la gestione dei linfonodi nel carcinoma mammario in fase iniziale. Con la nuova «Lucerne Toolbox 3» viene ora compiuto un passo avanti decisamente più significativo: una cassetta degli attrezzi digitale completa per l’intera gestione clinica.

Su Hirslanden  

Hirslanden è sinonimo di un'assistenza sanitaria integrata di alta qualità, responsabile, personalizzata ed efficiente. Dalla nascita all'età avanzata, dalla prevenzione alla guarigione, in ogni momento e sia in presenza che in modalità digitale, il Gruppo Hirslanden, in collaborazione con partner privati e pubblici, si concentra sull'ulteriore sviluppo del «Continuum of Care».

Hirslanden si distingue sul mercato come fornitore di sistemi con un'assistenza medica di prim'ordine volta a migliorare la qualità della vita individuale – garantita da medici specialisti indipendenti altamente qualificati con pluriennale esperienza, un'assistenza eccellente e premurosa, nonché servizi di altissimo livello per un comfort di classe in un'atmosfera cordiale. Centri di competenza medica interdisciplinari, istituti specializzati e partner di cooperazione professionali consentono una diagnostica e un trattamento ottimali e personalizzati anche nei casi più complessi, sia in regime di ricovero che ambulatoriale.

Il gruppo Hirslanden comprende 16 cliniche in 9 cantoni, molti dei quali con un pronto soccorso. Il gruppo gestisce inoltre 5 centri chirurgici ambulatoriali, 18 reparti di radiologia e 6 istituti di radioterapia. Il gruppo conta oltre 2.500 medici convenzionati e circa 11.000 dipendenti. Il gruppo si è formato nel 1990 dall’unione di più cliniche, e fa oggi parte del Mediclinic Group.