Dolori alle gambe: Indizio di ernia al disco

Un’ernia al disco è una malattia della colonna vertebrale molto diffusa. Il PD Dr. med. Sven Hoppe cura molte pazienti e molti pazienti con questa diagnosi presso il centro specializzato nella colonna vertebrale Hirslanden di Salem. La maggioranza reagisce bene alla terapia conservativa.

Redazione Hirslanden

13. Ottobre 2026

Una persona seduta su un divano si tiene la parte inferiore della gamba, che è evidenziata da un bagliore rosso, indicando dolore o fastidio nella zona del polpaccio.
La perdita di forza o il dolore alle gambe possono essere sintomi di un'ernia del disco. (Immagine: Adobe Stock)

Lo specialista della colonna vertebrale PD Dr. med. Sven Hoppe a colloquio con il paziente.

Loris Nowak ha 38 anni e lavora come grafico in un’agenzia pubblicitaria. Svolge quindi un lavoro sedentario davanti al monitor. Come molti altri nelle professioni di ufficio, egli soffre continuamente di leggeri dolori alla schiena. Improvvisamente, nel mese di novembre si manifestano dolori intensi alla gamba sinistra. Nel mese di gennaio non riesce più a stare sulle punte delle dita dei piedi. Nel parla con il suo medico di base, il quale lo inoltra quindi allo specialista PD Dr. med. Sven Hoppe con il sospetto di ernia al disco.

Disturbi sensoriali alla gamba 
Sven Hoppe è specialista della colonna vertebrale nel proprio studio medico “Wirbelsäulenmedizin Bern AG” e nel centro specializzato nella colonna vertebrale nell’ospedale di Salem, dove è accreditato come medico partner. Ha spesso a che fare con pazienti come Loris Nowak. All’inizio, il medico desidera scoprire dove si manifestano principalmente i dolori. «I dolori alla schiena spesso non hanno un legame diretto con un’ernia al disco. Il segnale decisivo sono i dolori nonché i disturbi sensoriali e la perdita di forza ad una gamba o ad entrambe le gambe », spiega Sven Hoppe. Nel caso di Loris Nowak emerge che egli avverte dolori alle gambe da circa tre settimane, e che aumenta la debolezza sul lato sinistro. Lo specialista della colonna vertebrale lo manda a fare una risonanza magnetica per immagini.

Gravità dell’ernia  
Questo è il trattamento standard per le pazienti e i pazienti che soffrono di dolori alla schiena che si irradiano ad altre parti del corpo. L’ernia al disco deve essere localizzata e deve essere stabilita la gravità del caso. Questo è di enorme importanza per decidere quale terapia seguire. Sven Hoppe chiarisce: «Spesso un’operazione non è la prima terapia da scegliere, che consiste invece in un’infiltrazione (puntura di cortisone) in combinazione con la fisioterapia e antidolorifici anti-infiammanti.» Nell’80 % delle persone interessate è sufficiente questo trattamento senza operazione. «Un’infiltrazione è presto fatta e ha per lo più un effetto molto positivo », conclude il medico.

Operazione nonostante tutto
Dopo quattro settimane di terapia conservativa si conduce una nuova valutazione. La sintomatica neurologica, ovvero i disturbi sensoriali e la perdita di forza non sono migliorati nel paziente. È necessario eliminare il disco vertebrale fuoriuscito con un’operazione. Dopo l’intervento chirurgico minimamente invasivo, Loris Nowak rimane in ospedale per due giorni. L’intera convalescenza dura circa sei settimane. Dopodiché è possibile ricominciare gradualmente con l'allenamento sportivo. In via generale, Sven Hoppe sostiene: «A quasi tutte le pazienti e i pazienti con problemi alla schiena consiglio sufficiente moto e tipi di sport che rafforzano la schiena come ad es. yoga, pilates oppure nuoto – nel caso ideale a scopo di prevenzione, ma anche per la fase post-operatoria.»

Citazione: “Spesso un’operazione non è la prima terapia da scegliere” - PD Dr. med. Sven Hoppe, specialista della colonna vertebrale e medico partner presso Hirslanden Berna