ME/CFS – Quando la spossatezza non è solo stanchezza
Essere stanchi è normale. In caso di encefalomielite mialgica (sindrome da stanchezza cronica), la spossatezza tuttavia non è uno status provvisorio, bensì una caratteristica centrale di una malattia che è poco visibile, e proprio per questo spesso difficile da accertare.

Molte persone si sentono spossate. Dopo fasi di stress, malattia, oppure a causa di mancanza di sonno. Solitamente il corpo si riprende. In caso di encefalomielite mialgica (sindrome da stanchezza cronica), la situazione è diversa. La malattia è cronica e può limitare fortemente la quotidianità. Le persone interessate riferiscono di una profonda spossatezza fisica e psichica, che non migliora nemmeno con il riposo. Già i carichi leggeri possono scatenare un evidente peggioramento.
Quando i carichi diventano un problema
La cosiddetta intolleranza ai carichi è tipica della encefalomielite mialgica (sindrome da stanchezza cronica). Lo sforzo fisico o psichico, a volte anche lo stress emozionale, non portano ad un’attivazione, bensì ad un crollo della performance. Le conseguenze possono perdurare per ore, giorni oppure più a lungo.
I disturbi citati frequentemente sono:
- una netta spossatezza
- problemi di concentrazione e memoria
- il sonno non rigenerante
- i dolori
- l’irritazione contro la luce, i rumori o i contatti fisici
Diagnosi difficile
Per lo più, la encefalomielite mialgica (sindrome da stanchezza cronica) non è visibile. I valori di laboratorio oppure le immagini spesso non forniscono indicazioni chiare. Ciò complica la diagnosi e non di rado prolunga la fase di accertamento.
Per gli interessati, ciò significa:
- capacità lavorativa limitata o assente
- adeguamenti nella quotidianità
- necessità di fornire spiegazioni al proprio ambiente o datore di lavoro
Anche se attualmente non c’è una terapia delle cause, è importante assumere un atteggiamento corretto, che contribuisce ad evitare i carichi eccessivi e ad adeguare il modo con cui si ha a che fare con la malattia. Una spartizione consapevole e coerente dell’energia può essere di aiuto per ridurre i carichi eccessivi. Inoltre, un ritmo regolare del sonno e i periodi fissi di riposo sono opportuni anche quando ci si sente bene.
Avvertenza: questo articolo funge da informazione generale e non sostituisce una consulenza medica.


